Atlas Ufo Robot Goldrake

(Ufo Robot Grendizer)

Episodi: 74 (71 in Italia)
Trasmesso in Giappone tra il 05/10/75 e il 25/02/77

 

Introduzione (a cura di Antonella "Venusia" Gentile)

Descrivere una leggenda non 蠣ompito facile e non esagero paragonando Grendizer (Goldrake) ad una leggenda, poich頣iࣨe ha significato quest'anime per un'intera generazione 蠤ifficilmente descrivibile a parole. Sin dalla sua prima apparizione avvenuta in Italia il 3 Aprile 1978 sulla Rai 2 alle 19.10 circa ( in Giappone il 5 Ottobre 1975) cambiଧintero modo di vedere le cose, di pensare, di valori, di confrontarsi con la vita, sia qui in Italia, sia in altri paesi dove venne trasmesso. I sogni e le aspirazioni dei ragazzi di allora ricevettero una vigorosa spinta in pi楲so temi che, anche se non trascurati, non venivano adeguatamente approfonditi in una maniera e con un linguaggio tali da far breccia fino al midollo. Il rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi (sono molto chiari i riferimenti ecologici), il forte desiderio di pace che traspare continuamente, il concetto di gruppo come fonte di aiuto e collaborazione reciproca finalizzata al raggiungimento di obiettivi sempre migliori, emozioni semplici e genuine, sono tutte sensazioni indimenticabili. La semplicitࠥ la familiaritࠤei personaggi ci hanno accompagnato fino al punto di desiderare di averli come amici anche nella vita quotidiana e reale. La violenza e la lotta necessarie per raggiungere la pace non vengono mai valorizzate, anzi! la loro presenza 蠩l pretesto per poter ribadire il concetto che la violenza 蠦ine a se stessa e nessuno ne trarr࠶antaggio da entrambi i lati. I vincitori, indipendentemente da ciࣨe otterranno, riporteranno gli stessi danni in tutti i sensi dei vinti. Le guerre sono sempre state cos젳ia nella storia, sia nella vita, ma finora nessuno ne aveva saputo parlare con un linguaggio adatto e comprensibile anche ai bambini. Mai prima di allora il coraggio veniva cos젢en rappresentato da ragazzi come noi (questi sono i protagonisti che conosciamo) che combattono ad armi pari e col cuore in gola, desiderando di tornare ad una vita normale per s頥 per le persone amate dalle quali traggono la forza e la determinazione necessarie a vincere. Senza metafore, il linguaggio 蠣os젳emplice e coinvolgente da farci apprendere come si potrebbe tradurre in realt࠵n sogno antico, quello di fare di questo pianeta un mondo migliore. Come si poteva rimanere indifferenti a tutto questo ?!

 

La storia (a cura di Alcor)

In una galassia lontana, esisteva un pianeta di nome Fleed, appartenente alla nebulosa di Vega, sulla quale viveva pacificamente una civilt࠴ecnologicamente molto avanzata. Accadde perࣨe il Re Vega, sovrano dell’omonima stella, decise di invadere il pianeta al fine di conquistare l’intera galassia: la societࠤella stella Vega era in mano al potere militare, pertanto il progresso scientifico era orientato verso la produzione di potenti armi da guerra. Gli scienziati di Fleed avevano costruito un potente robot, costruito con una lega metallica (il Gren) resistente pi䩠qualsiasi altro materiale: i Veghiani bramavano il suo possesso per poter facilmente conquistare l'intero universo. Tuttavia, i pacifici abitanti di Fleed, impreparati alla ferocia distruttiva del nemico, furono massacrati, e le loro cittࠦurono completamente rase al suolo. Sul pianeta abitava Duke Fleed, principe ereditario, che sembrॳsere l'unico sopravvissuto allo sterminio: anche i suoi genitori morirono nel loro palazzo in preda alle fiamme. Duke Fleed, a bordo di Goldrake (Grendizer), un potente robot che rappresentava la sola e pi௴ente arma del pianeta Fleed, dopo averlo sottratto al dominio dell’invasore, fugg젤alla sua stella nat졬 non senza aver dovuto distruggere i suoi inseguitori. Dopo un interminabile viaggio nello spazio, Duke Fleed raggiunse il pianeta Terra, ma, ormai esausto, perse il controllo del disco e precipitu trovato moribondo dal Dr. Procton (Genzo Umon), che lo curॠche si occupऩ nascondere Goldrake in una caverna celata da una cascata situata presso l'Istituto di Ricerche Spaziali che dirigeva. Quando Duke Fleed gli raccontଡ sua storia, Procton decise di adottarlo. Cos젩l principe cominci൮a nuova vita, acquisendo il nome terrestre di Actarus (Daesuke), lavorando presso la fattoria "La Betulla Bianca", di proprietࠤi Rigel (Dambei) Makiba, un buffo tipo con la convinzione dell’imminente arrivo di messaggeri extraterrestri (a tal proposito aveva allestito un telescopio in cima ad un silos). Accantonati gli orrori della guerra, Actarus era ignaro che il malvagio Re Vega avesse deciso di conquistare anche la Terra, dato che la cieca ottusitࠤistruttiva aveva reso inabitabile anche il Pianeta Fleed, e che, per tal fine, aveva installato una base sulla faccia oscura della Luna: la base era diretta dal Generale Gandal e dal suo braccio destro Comandante Hydargos (dal 28尩sodio, dopo la morte di quest’ultimo, sarࠩl Ministro delle Scienze Zuril ad affiancare Gandal). L'incubo della furia di Vega ricominciࡠmaterializzarsi: soltanto Goldrake avrebbe potuto scongiurarlo. Da qui incominciano le avventure della serie televisiva. Actarus non sar͊solo nella lotta: incontra Alcor (Koji Kabuto), gi࠰ilota di Mazinga Z, rientrato in Giappone dagli Stati Uniti, per osservare da vicino l’anomala attivitࠤi dischi volanti sui cieli del Paese del Sol Levante con il suo disco volante sperimentale (TFO). All'inizio Actarus 蠣omprensibilmente terrorizzato all'idea di combattere contro il malvagio Re Vega, tuttavia decide di tornare ad essere il pilota di Goldrake, sia per difendere la Terra, sua seconda patria, sia perch頮on poteva lasciare questo onere al pur coraggioso Alcor con il suo disco inadeguato al combattimento. Conscio del grave pericolo, il Prof. Procton aveva preventivamente attrezzato con un hangar la grotta in cui era nascosto Goldrake, dotandola di nove uscite segrete. Actarus, dopo aver percorso un passaggio segreto, si lancia nel vuoto, e dopo essere stato ricoperto da una tuta spaziale al grido di Goldrake! (Duke Fleed!), entra nel dorso del disco volante "Spacer". Al momento di combattere, la sua postazione si trasferisce a comando nella testa di Goldrake, in modo da controllare direttamente il robot. Tra le armi a disposizione: le lame rotanti, i missili perforanti, i magli perforanti, il raggio antigravitଠi disintegratori paralleli, il tuono spaziale, il doppio boomerang, e l’alabarda spaziale. Actarus ha un punto debole: una ferita sul braccio destro procuratasi durante i bombardamenti del suo pianeta che si riapre quando 蠥sposta a radiazioni di Vegatron e che 蠤estinata ad estendersi fino a determinare la morte del giovane: sar࠵n suo vecchio amico (episodio 71, mai trasmesso in Italia) a guarirlo, colpendo la lesione con raggi Vegatron a polaritࠩnvertita. A partire dall'episodio 35, Alcor piloterࠩl pi௴ente modulo Goldrake 2 (Double Spacer); successivamente si affiancheranno nella lotta anche il Delfino Spaziale (Marine Spacer), guidato da Venusia (Hikaru Makiba), figlia di Rigel Makiba, e la Trivella Spaziale (Drill Spacer), pilotata da Maria (Maria Grace Fleed), la sorella di Actarus ritenuta morta; questi velivoli estendono la capacitࠤi combattimento di Goldrake in cielo, in acqua e nel sottosuolo. Una storia molto bella, guastata da un finale deludente e soprattutto affrettato: nell'episodio 72, la Principessa Rubina (figlia di Re Vega che, se non fosse scoppiata la guerra interplanetaria, avrebbe dovuto sposare il suo amato Duke Fleed!!!), prima di morire, informa Actarus che la vita su Fleed aveva dato segnali di ripresa (ironia della sorte, il Pianeta Vega nel frattempo era esploso a causa dell'uso irresponsabile dell'energia Vegatron, costringendo il Re e la sua guardia reale a rifugiarsi sulla base lunare); cos쬠nell'ultimo episodio, dopo la distruzione definitiva delle truppe di Vega, Actarus e Maria se ne tornano sul loro pianeta. Punto e basta. Infatti, con drastici cambi di scene in cross-fading (e, a nostro avviso, omettendone di cruciali), si giunge alla sequenza finale di un breve commiato che liquida per pochi soldi il canovaccio sul quale si era retta la serie: il profondo legame di Actarus con la Terra e i suoi abitanti, l'affetto paterno del Dott. Procton verso il figlio adottivo, la calda ospitalitࠤella famiglia Makiba, l'amore di Venusia per Actarus e la tenera amicizia tra Alcor e Maria. Questa serie ebbe uno straordinario successo in Francia, Italia (con veri e propri deliri collettivi) e in Medio Oriente. In Giappone, invece, dopo un promettente inizio, gli ascolti diminuirono progressivamente, vuoi per un'assuefazione del pubblico dopo il precedente trionfo mediatico dei Mazinga, vuoi per la quasi contemporanea messa in onda di Getter Robot e Jeeg; non manc࡮che qualche bega tra autori e produttori. Solo cos젰ossiamo spiegare il sospetto di un improvviso desiderio di sbaraccare in tutta fretta. In fondo, sarebbe bastato diluire il finale con un solo episodio in pi೥nza dover necessariamente scadere nello strappalacrime (anche se non sarebbe stato del tutto fuori luogo, dato che i momenti toccanti non mancano di certo durante la serie). Nonostante l'epilogo non all'altezza, Ufo Robot Grendizer resta, se non addirittura il miglior prodotto dell'animazione giapponese degli anni '70, sicuramente il piᰰrezzato.


Alcune note di contorno

In Italia, il nome dei protagonisti fu mutuato dall'adattamento francese. Il cartone non ebbe vita facile a causa delle polemiche innescate da alcune associazioni di genitori che lo ritenevano violento: ci fu addirittura un'interrogazione parlamentare in merito, volta a proibire la messa in onda degli anime sulla televisione pubblica. E' questo il punto: una crociata contro le produzioni giapponesi in generale. E' legittimo il nostro sospetto che, dietro certe associazioni, ci fosse la regia di qualche lobby che si sentiva minacciata dal crescente successo di Goldrake & Co.
Come in Francia, anche nel nostro Paese fu creata una colonna sonora, con testi di Luigi Albertelli e musiche e arrangiamenti di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca. Le canzoni furono eseguite dalla Big Band della RAI, con un coro (gli "Actarus") composto da personaggi di tutto rispetto, tra i quali: Alberto "Michel" Tadini (voce solista della sigla "Goldrake", ex cantante dei "Gens", gruppo musicale di buon successo tra la fine degli anni '60 e inizio '70), Fabio Concato (tuttora attivo), Dominique Regazzoni (oggi apprezzata pittrice). Fu un successo senza precedenti per una sigla televisiva e mai pi姵agliato: solo per ognuno dei due 45 giri ("Ufo Robot" e "Goldrake") furono vendute circa un milione e mezzo di copie (e pensare che inizialmente la RAI mise poco volentieri "Ufo Robot" nei titoli di testa: sembrava che volessero una sigla solo strumentale!). La Fonit Cetra, la casa discografica della TV di Stato, prima di allora non aveva venduto manco un disco (o quasi). Il segreto? Nessuno in particolare: autori del calibro di Albertelli (nella sua carriera ha scritto testi per oltre mille canzoni) e Tempera (quaranta milioni di copie vendute di dischi, tra prodotti e arrangiati) non vollero fare delle sigle in stile "Zecchino d'Oro", ma delle canzoni che non si rivolgessero allo spettatore pi穯vane come ad un idiota e che al tempo stesso piacessero agli adulti.

 

UFO Robot Grendizer
ṷ5 Go Nagai/Dynamic Planning Inc./Toei Animation

Autore: Go Nagai
Produttore esecutivo: Chiaki Imada
Progetto: Ken Ariga, Toshio Katsuta
Sceneggiatura: Keisuke Fujikawa
Regia: Osamu Kasai, Masayuki Akemi
Direttore delle animazioni: Kazuo Komatsubara, Shingo Araki (dal 49尮)
Animazioni: Hidekazu Tomonaga, Shigeru Shiokawa, Yuki Kinoshita
Direttore dei fondali: Iwanitsu Ito
Effetti speciali: Yoshiaki Okada, Noboru Seikai
Musiche: Shunsuke Kikuchi, Chumei Watanabe
Produzione: Toei Animation, Dynamic Planning

 

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