Mazinga Z

(Majinga Z)

Episodi: 92 (51 in Italia)
Trasmesso in Giappone tra il 03/12/1972 ed il 01/09/1974

 

Introduzione (a cura di Antonella "Venusia" Gentile)

La genesi di un mito avviene a volte in maniera del tutto imprevedibile e casuale, tanto da far sorridere al pensiero che una situazione banale possa essere all'origine di un'idea destinata a divenire indimenticabile per intere generazioni. È ciò che successe in un banale giorno feriale, durante il quale un giapponese di nome Kiyhioshiy, in arte Go Nagai, rimanendo imbottigliato nel traffico, inizia a desiderare che dalla propria macchina escano braccia e gambe robotiche, grandi abbastanza da permettergli di scavalcare le altre automobili. Questo pensiero prenderà forma e vita in un anime che noi tutti ben conosciamo con il nome di Mazinga Z. Quest'ultimo non è stato il primo robot antropomorfo nella storia dell'animazione giapponese, poiché fu preceduto da Tetsujin 28 Go (in Italia Super Robot 28), il quale era radiocomandato da un bambino tramite una valigetta con i comandi, e da Astroganga, un robot generato da una sbarra di ferro vivente, originaria di un altro pianeta e portata sulla Terra da una donna scampata alla distruzione di quest'ultimo. In entrambi i casi, però, non ci fu un gran consenso di pubblico, essendo le 2 serie adatte ad un target d'età piuttosto basso. Nel caso di Mazinga Z il discorso fu ben diverso. L'innovazione e l'originalità di quest'anime sta nel fatto che il pilota prende parte personalmente alla battaglia, esponendosi e rischiando personalmente, proiettandoci così all'interno dei combattimenti e facendoci condividere la storia in prima persona assieme a loro. È rilevante il fatto che per la prima volta i personaggi cominciano ad avere uno spessore psicologico che si approfondisce nel Grande Mazinga e culmina poi nella saga di Goldrake. Mai prima d'ora erano stati descritti con tanta cura i sentimenti dei personaggi, dandogli uno spessore che gli eroi made in U.S.A. tuttora sono ben lungi dall'avere. Sia Koji, sia Sayaka e gli altri coprotagonisti non vincono solo le battaglie, ma vincono soprattutto le loro paure, superano difficoltà, maturano nel proprio carattere e a poco a poco crescono, proprio come chiunque di noi, arricchiscono il loro bagaglio di conoscenze e di esperienze tanto che è facile dimenticare che appartengono al mondo della finzione come se si trattasse di persone vive ed esistenti. Qui in Italia le importanti innovazioni portate da queste serie non poterono però essere apprezzate appieno, in quanto le serie robotiche vennero trasmesse in disordine temporale. Ad esempio, della trilogia Mazinga Z, Grande Mazinga e Goldrake, Mazinga Z è giunto per ultimo, presentandosi come una serie indipendente dalle altre e per giunta incompleta, poiché vennero trascurati i legami tra le tre serie e gli episodi vennero interrotti al 51° (56° nella serie originale, pare per l'intercorso fallimento della casa di distribuzione francese - ma perché la RAI, come per Goldrake, si ostinava ad acquistare le serie in spezzoni?) su 92. Ciò creò confusione nei fans che, comunque, amarono lo stesso le serie, decretandone un successo che ancor oggi non rischia affatto di tramontare. Lo straordinario successo di pubblico e critica che arrise alla nuova serie, portò alla nascita di un intero "filone robotico" esportato con successo in tutto il mondo e che, tuttora, identifica, sia pure in maniera superficiale, l'animazione giapponese.

 

La storia (a cura di Alcor)

Durante degli studi archeologici sull'Isola di Rodi (in realtà sarebbe Bados, ma gli adattatori italiani hanno voluto esagerare...), un'equipe di scienziati scopre che l’antica civiltà micenea disponeva di una tecnologia molto avanzata, essendosi dotata di giganteschi robot giunti fino ai giorni nostri in perfetto stato di conservazione. Lo scienziato tedesco Dottor Inferno (Hell) brama di conquistare il mondo, così decide di impossessarsene: uccide gli altri colleghi della spedizione per scongiurare qualsiasi ostacolo alle sue ambizioni, ma il giapponese Juzo Kabuto riesce a scappare. Ritenuto Kabuto disperso e, comunque, momentaneamente non di intralcio, Hell inizia a ripristinare i "mostri meccanici". L’anziano Professor Kabuto, rientrato in Giappone, decide di costruire in gran segreto un potente robot, capace di salvare il mondo dalla voglia di potere del Dottor Hell. Dopo qualche anno, Hell inizia il suo tentativo di conquista del mondo, ma prima decide di eliminare il vecchio collega. Un giorno Kabuto, mentre parla al telefono con i nipoti Rio (Koji) e Shiro, scorge fuori della sua casa ai piedi del Monte Fuji le "maschere di ferro", i soldati di Hell, ed è costretto ad interrompere la comunicazione. Le maschere di ferro sono capeggiate dal Barone Ashura, il luogotenente del Dottor Hell, metà uomo e metà donna, frutto dell’unione di due mummie. Allarmati, Koji e Shiro si precipitano alla casa del nonno: quando giungono sul luogo la trovano rasa al suolo. Per caso rinvengono una scala, rimasta intatta, che conduce ad un laboratorio sotterraneo, dove trovano l’anziano scienziato ormai agonizzante. Prima di spirare, Juzo consegna a Koji il robot gigante da lui costruito in "super lega zeta" (Zetto Chogokin, ottenuta dal metallo Japanium) ed alimentato ad energia fotoatomica: Mazinga Z (Ma-Jin-Ga, ossia Demone-Dio-Pilota: Mazinga può fare del bene o del male a seconda di chi lo piloti). Koji sale sull’aliante slittante (Hover Pilder), il piccolo modulo volante che si aggancia nella testa di Mazinga, e lo attiva con fatica. Gli istanti appena descritti hanno un valore inestimabile: da questo momento parte una saga che proseguirà con Il Grande Mazinga e Ufo Robot Goldrake (Grendizer) con Koji (alias Rio, alias Alcor) a rappresentare l'anello di congiunzione delle tre serie (benché esse siano giunte in Italia in perfetto ordine anti-cronologico e a sé stanti!!!). Per l'importanza che ricopre, non nascondo che rivedere a distanza di anni questa sequenza mi provoca una forte emozione! Vabbé, asciughiamoci la lacrimuccia e torniamo alla nostra storia. Poiché Kabuto non ha avuto il tempo di spiegare al giovane nipote (si presume che avesse 16 anni) il funzionamento del robot, Koji è impacciato a governare il gigantesco automa: viene aiutato dalla bella coetanea Sayaka Yumi, pilota di Afrodite A, un robot dalle sembianze femminili costruito dal padre della ragazza, il dottor Yumi, amico di Juzo e capo dell’Istituto di Ricerche Fotoatomiche fondato da Kabuto, utilizzando gli stessi progetti di Mazinga. A differenza di Mazinga, Afrodite A è un robot costruito per azioni di pace, tuttavia, grazie alle istruzioni impartitegli da Sayaka, Koji riesce a distruggere i primi due mostri meccanici di Hell (gli ormai celebri Garada K7 e Doublas M2). Partono così le avventure di Koji Kabuto alla guida di Mazinga Z, l'ultimo baluardo dell'umanità contro le brame di potere di un folle! Durante la serie, Mazinga sarà dotato di un dispositivo (a gran richiesta del pubblico giapponese), Jet Scrander (episodio 34), che gli permetterà di volare. Oltre che da Afrodite A, che sarà distrutta (episodio 74) e sostituita da Dianan Alpha (puntata 76), Koji sarà aiutato anche da Boss Robot (Bosu Borot, letteralmente: rottame) un buffo robot guidato da un grasso bulletto di paese, appunto Boss (Bosu, contrazione di Boda Susumu). Si susseguiranno numerose battaglie a difesa del Centro Ricerche Fotoatomico e del Giappone fino alla distruzione finale del Dottor Hell (episodio 91), nonostante questi venga aiutato da un altro luogotenente, il tedesco Conte Blocken, ex ufficiale delle SS dalla testa volante e indipendente dal resto del corpo e nonostante la costruzione di una base avanzata su un'isola al largo della penisola di Izu. Nella puntata 68 Hell si allea anche con il Duca Gorgon, un principe appartenente ai servizi segreti dell’Impero sotterraneo dei Mikenes (vedi Il Grande Mazinga), dalle sembianze di un centauro (metà uomo, metà tigre). Gorgon sfugge alla distruzione per sferrare il suo attacco nella puntata 92. Questo episodio infatti rappresenta la versione ufficiale del passaggio di consegne tra Mazinga Z e Il Grande Mazinga. Il Duca Gorgon invia due mostri dell'armata del Generale Nero, Gratonios e Pilanias, molto più potenti di quelli del Dott. Hell, in quanto frutto della tecnologia dell'Impero delle Tenebre. Questo Regno sotterraneo intende conquistare il Mondo senza neanche doverlo più condividere col vecchio folle scienziato. Gratonios e Pilanias mettono subito fuori uso Boss Robot e Dianan Alpha. Koji, ancora debole per le lesioni rimediate nello scontro finale con Hell, giunge in soccorso con Mazinga Z daneggiato dalla precedente battaglia e nulla può contro le armi micidiali dei due mostri di Gorgon. Mazinga è abbattuto e Koji è gravemente ferito, ma, quando tutto sembra perduto per il Centro di Ricerche Fotoatomiche, appare suo padre Kenzo (che si è sempre creduto morto), che invia all'attacco il Grande Mazinga (un robot più moderno e potente da lui creato) che non ha problemi a distruggere i due micidiali mostri. Kenzo Kabuto si presenta al Dr. Yumi che lo riconosce. Gli racconta la sua storia, della nuova lega con la quale è costruito il Grande Mazinga e lo prega di non rivelare ancora la sua identità a Koji e Shiro. Yumi accetta di prendersi cura del piccolo Shiro, mentre Koji, ristabilitosi, e la sua compagna Sayaka saranno negli Stati Uniti per studiare alla Nasa. A questo punto termina la serie di Mazinga Z: adesso bisognerà difendere la Terra dall'Impero delle Tenebre e se occuperanno Kenzo Kabuto ed il Grande Mazinga.

Infine alcune considerazioni: i disegni dei primi episodi di Mazinga Z sono ovviamente meno accurati e le animazioni meno dinamiche dei più recenti Grande Mazinga e Ufo Robot Goldrake (Grendizer). Come già detto, tra le tre, Mazinga Z giunse in Italia per ultimo e per giunta incompleto: vedere un robot che all'inizio non poteva volare e dai movimenti un po' goffi, dei combattimenti meno avvincenti, suscitò un po' di delusione. Col tempo (una maggiore conoscenza e maturità e, in ultimo, aver anche avuto la possibilità di gustarmi le puntate inedite in Italia), ho imparato ad apprezzarlo al punto tale che è diventato il mio Eroe nagaiano preferito. Peccato davvero che il grande pubblico non abbia potuto vedere gli ultimi 36 (!!!) episodi: migliora la qualità dei disegni, i combattimenti diventano più emozionanti, le strategie dei malvagi più intriganti. La maggiore presenza di gesti eroici e di momenti toccanti sfata anche il diffuso luogo comune che individua una poco marcata caratterizzazione dei personaggi in questo meraviglioso anime.

Majinga Z
© 1972 Go Nagai/Dynamic Planning Inc./Toei Animation

Autore: Go Nagai
Sceneggiatura: Susumu Takahisa, Keisuke Fujikawa
Character design: Yoshiyuki Hane
Regia: Yugo Serikawa, Tomoharu Katsumata, Nobuo Onuki, Bonjin Nagaki
Musiche: Shunsuke Kikuchi, Michiyaki Watanabe
Produzione: Toei Doga

 

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